Grande Guerra "L'inutile strage" - Agora

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La Prima Guerra Mondiale
 
Questa breve introduzione, a ricordo dei cento anni dell’entrata in guerra dell’Italia, vuole essere il punto di partenza per lo studio, la ricerca e soprattutto una riflessione sulla prima guerra mondiale che coinvolse le famiglie soveresi, non è sicuramente esaustiva ma vuole essere solo il punto di partenza per dare il via a vari approfondimenti, per questo iniziamo così:
 
 
Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il 24 Maggio....
 
La “Canzone del Piave” fu scritta nel 1918 dal maestroErmete Giovanni Gaeta (noto con lo pseudonimo di E.A. Mario) e diventò talmente popolare che simboleggia ancora oggi la Prima Guerra Mondiale degli italiani, bella canzone patriottica ma che nasconde tra le sue strofe 600.000 morti e 900.000 mutilati militari italiani, 589.000 tra la popolazione civile senza contare gli orfani di guerra, vedove e invalidi, come in tutte le guerre di questo mondo.
Eppure fino al 23 maggio 1915 eravamo, almeno formalmente, alleati degli Imperi centrali ovvero con gli austriaci (Impero Austro Ungarico) e con i  tedeschi (Impero tedesco) attraverso il patto di alleanza militare conosciuto come “Triplice alleanza” un patto però di tipo difensivo  che venne stipulato il 20 maggio 1882 aVienna..
L'Austria, quindi, viola il patto nel 1914 dichiarando guerra alla Serbia senza informare l'alleato Italiano dando l'avvio alla prima guerra mondiale. L' Italia allora applica così l'articolo 4 del trattato della Trplice dichiarando la sua neutralità.
Nel 1915 con un lavoro di diplomazia sotterranea gli italiani accettano le proposte della Triplice intesa (Francia, Inghileterra e Russia) ed in cambio dell’entrata in guerra contro l'Austria, pretendono ampliamenti territoriali a scapito dell’Impero Austro-Ungarcico reclamando Trentino, Friuli, Istria e Dalmazia. Viene così stipulato il Patto di Londra il 26 aprile 1915, questo fu un trattato segreto sottoscritto tra le parti, in cui l'Italia si impegnò a scendere in guerra contro gli Imperi Centrali. ll patto rimase segreto sino alla sua pubblicazione, alla fine del 1917, da parte dei bolscevichi, appena giunti al potere a Mosca. Il governo rivoluzionario, infatti, diede immediata e massima pubblicità ai patti diplomatici segreti rinvenuti negli archivi zaristi in funzione antimperialista. Bisogna ricordare che ci furono anche approcci diplomatici anche con gli Imperi Centrali tentando di negoziare il Trentino e parte del Friuli mantenendo la sola neutralità, l’atteggiamento intransigente di Francesco Giuseppe mandò all’aria i piani pacifisti italiani.
 
I primi colpi di fucile al Passo del Tonale.
A meno di 80 chilometri in linea d’aria dal nostro Sovere, al Passo del Tonale correva il confine tra il Regno d’Italia e l’impero Austro Ungarico,
Nel 1882 Italia,Austria-Ungheria e Prussia firmano il trattato detto “triplice alleanza”, ma Italia e Austria, da buone alleate, fortificarono i reciproci confini. La zona del Tonale vide la costruzione da parte italiana del Forte del Corno d’Aola[1], terminato nel 1914, mentre gli austriaci crearono una vera linea di forti iniziando la loro costruzione nel 1860 e terminandola nel 1900: Forte Zaccarana, Forte Mero, Forte Strino, Forte Velon e Forte Pozzi Alti, chiudendo così l’accesso alla Val di Sole, i rifugi alpini militari e civili, saranno poi fondamentali come basi di appoggio. Gli interessi militari aumentarono e le rispettive truppe alpine continuarono fino agli inizi del 1900 le manovre sui ghiacciai, militari, civili e militari travestiti da civili diedero un volto cartografico ai ghiacciai e vallate: tutto presagiva ad una guerra combattuta in un luogo ai limiti della resistenza umana. Ubaldo Valbusa, nel marzo 1902; compì la prima impresa sci alpinistica tentando la vetta all’Adamello, questa impresa poi fu più volte ripetuta durante la “Guerra Bianca”.
 
La lunga parentesi civile dell’esplorazione sull’Adamello stava terminando e ogni notizia, informazione territoriale e topografica stava per essere utilizzata per scopi bellici, in più andava aumentando la presenza di truppe su ambedue i lati della frontiera.
 
24 maggio 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria, il presidio di alpini al passo Paradiso si ritirò al Passo Tonale, consegnandolo agli austriaci. Serviranno tre anni di sanguinosi combattimenti per riconquistarlo. A 3000 metri italiani e austriaci combatterono tra loro, ma i nemici più spietati furono il freddo, le valanghe, la quota, le malattie e i disagi che derivarono dalla lunga permanenza a quelle altezze. Gli alpini, dopo una gravosa perdita di vite umane a causa dell’impreparazione tecnica, fecero tesoro delle esperienze degli alpinisti. Il CAI venne in loro aiuto pubblicando opuscoli su come combattere il freddo, le valanghe. Le mappe e le guide alpine del luogo furono utilizzate da entrambi i contendenti per trovare nuovi percorsi sia per attaccare sia per migliorare le comunicazioni tra i reparti. Le guide civili italiane Bortolo e Giovanni Cresseri con Giuseppe Mondini l’8 e 9 giugno 1915, guidarono il battaglione Morbegno da Prà dell’Orto al Passo Pisgana, da qui il battaglione proseguì senza di loro fino al Passo Maroccaro, ma gli austriaci di stanza al Passo Paradiso avvertiti dalle loro sentinelle si trincerarono e attesero l’attacco in posizione riparata. Gli alpini, fallita la sorpresa, scesero allo scoperto lungo tutto il ghiacciaio Presena in un coraggioso, ma suicida attacco frontale, alla fine furono respinti lasciando sul ghiacciaio divenuto rosso per il sangue 55 morti e 25 prigionieri.
 
La presa di posizione dei socialisti
Il partito socialista già nella guerra di Libia del 1911, guerra spudoratemente di impronta colonialista, si spaccò con personaggi di spicco come Bonomi e Bissolati favorevoli all’impresa, mentre la sinistra di A. Bordiga con un’intensa propaganda antimilitarista, determinò l’espulsione dal PSI dei primi (che fondarono il Partito socialista riformista italiano) e la vittoria della corrente massimalista, nella quale in quel periodo emergeva la figura di Mussolini Venne eletto segretario del partito Lazzari nel Congresso di Reggio Emilia del 1912. Lo scoppio della Prima guerra mondiale mandò il partito di nuovo in tilt con Mussolini  che passò dalla parte di quello che venne definito «interventismo rivoluzionario», per questo venne esautorato da direttore dell’Avanti! ed infine espulso dal partito. Bonomi e Bissolati e personalità come C. Battisti e G. Salvemini, si schierarono con quello che venne definito l’«interventismo democratico». Il PSI prese allora ufficialmente una posizione pacifista e neutralista, con il motto «non aderire né sabotare» che si rivelò però inefficace. La posizione del PSI e degli altri partiti socialisti europei unitamente ai movimenti pacifisti di allora meritano sicuramente un’approfondimento.
 
 
 
 
 
 
 
L’inutile strage
 
Il Papa Benedetto XV, al secolo Giacomo Della Chiesa (1854-1922) prese una posizione rivoluzionaria per il tempo, prese carta e penna e scrisse ai capi di stato belligeranti e nella sua lettera emerge questo passaggio:
“Nel presentarle pertanto a Voi, che reggete in questa tragica ora le sorti dei popoli belligeranti, siamo animati dalla cara e soave speranza di vederle accettate e di giungere così quanto prima alla cessazione di questa lotta tremenda, la quale, ogni giorno più, apparisce inutile strage”.
Da allora la Prima Guerra Mondiale al di là delle celebrazioni retoriche venne così etichettata.......INUTILE STRAGE.
 
Le nuove armi
 
Durante l’inutile strage vennero sperimentate, migliorate le armi di distruzione di massa, dagli aerei ai gas asfissianti, dai carri armati ai sottomarini, dalla mitragliatrice al cannone.
Il primo bombardamento aereo di cui si ha notizia certa fu effettuato dagli austriaci durante l'assedio di Venezia nel 1849, dove un aerostato lanciò sulla città bombe con una miccia. Nel 1911, durante la guerra italo turca gli italiani effettuarono  il primo bombardamento con bombe a mano gettate da un aeroplano da ricognizione. Durante il conflitto le città ed i civili divennero bersaglio dei bombardamenti aerei ed il cielo si riempì dei primi combattimenti aerei di cui il Barone Rosso divenne per sempre l’icona del pilota da caccia.
  

La mitragliatrice
 
Un’altra delle armi che fece massicciamente comparsa sui campi di battaglia fu la mitragliatrice, che messa in posizione fissa dietro al filo spinato mieteva centinaia di vittime falciando i poveri soldati di tutte le età e paesi mandati al massacro.

I gas asfissianti
I gas asfssianti furono sicuramente lì’arma più terribile messa in campo, arma letale di distruzione di massa impiegata per l prima volta dai tedeschi ad Ypres (Belgio) quando  il 22 aprile 1915 una grande nuvola di cloro  trasportata dal vento si abbattè sulle trincee franco-inglesi seminando morte. Doppo quell’episodio tutti i belligeranti li utilizzeranno senza remore per tutta la durata del conflitto.
 
 


[1] Il 9 febbraio 1945 i genieri tedeschi lo distruggono con l’esplosivo, temendo che potesse essere usato dai partigiani per impedire la ritirata tedesca, oggi ne rimane solo un muro.
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